Arriva a Roma la LudoTac

di Giada Commenta

Per aiutare i piccoli pazienti a familiarizzare con gli strumenti dell’ospedale, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha pensato di creare la LudoTac, un grande macchinario riprodotto in scala prendendo come esempio quello utilizzato dai pazienti durante le normali analisi cliniche. La LudoTac, messa a disposizione di tutti i piccoli pazienti, è una variante giocattolo, creata appositamente per i loro giochi durante il ricovero e per fare nuove amicizie con altri piccoli pazienti.

I bambini dell’ospedale avranno così a disposizione un piccolo macchinario per la Tac con il quale potranno divertirsi a visitare i loro piccoli e morbidi amici e, con l’aiuto di un familiare o di un ausiliare dell’ospedale, imparare a comprendere il valore delle analisi effettuate in clinica e l’aiuto che queste possono dare per aiutare i piccoli a guarire più velocemente e senza troppe lacrime. I bambini dell’Ospedale di Roma potranno ora affrontare con meno timori l’esame diagnostico grazie al macchinario posizionato in una stanza colorata dedicata interamente a loro ricostruita seguendo la linea delle stanze dell’ospedale per permettere ai bimbi di sentirsi a loro agio durante il ricovero con la speranza di ridurre le necessità della sedazione negli interventi futuri.

Tutti i bambini potranno ora fare la Tac al proprio giocattolo e stabilire una patologia che gli infermieri aiuteranno a risolvere spiegando, con pazienza e attenzione, l’importanza delle cure e l’esigenza della fiducia nel reparto ospedaliero sia da parte dei piccoli che dalle loro famiglie. Il macchinario, introdotto per la prima volta in Italia dopo aver riscosso molto successo all’estero, verrà probabilmente posizionato in ogni ospedale italiano all’interno di una stanza speciale dove i piccoli potranno giocare in compagnia dei loro genitori. Speriamo davvero che la LudoTac aiuti tutti i bambini a sentirsi più sicuri nelle strutture che li ospitano e auguriamo una pronta guarigione a tutti i piccoli malati che sono costretti in ospedale.

[Photo Credits photl]

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